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Circolo Romano La Manovella "Roberto Bonazzi"
- La passione per l'Auto d'Epoca -
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Incontri Culturali

Pechino-Parigi 2016 Giancarlo Puddu e Lorenzo Castellini
con l'Alfa Romeo Giulia Vettura n.80.
2016 Pechino Parigi -il roll bar-

01. La cura degli interni della Alfa Romeo Giulia dell’equipaggio Puddu-Castellini per rendere più confortevoli i disagli di un tracciato quasi prevalentemente su terra battuta.

2016 Pechino Parigi -Giancarlo Puddu con la Alfa Romeo Giulia prima della partenza-

02. Giancarlo Puddu con la Alfa Romeo Giulia prima della partenza. La vettura è stata preparata senza mezze misure anche perché le piste in Mongolia hanno usualmente mietuto molte vittime, ed è arrivata senza grossi problemi a Parigi!

Una serata particolare al Circolo Romano la Manovella - Roberto Bonazzi
quella del 28 febbraio scorso.

L’appuntamento fissato per raccontare le emozioni vissute da uno dei protagonisti dell’ultima Pechino Parigi del 2016, il rally più impegnativo e famoso del mondo, non ha tradito le aspettative. Protagonista della serata il professor Giancarlo Puddu, noto ai più come ortopedico e docente di fama internazionale, che ha partecipato a questa quarta riedizione che si è svolta dal 12 giugno al 17 luglio 2016 con Lorenzo Castellini, alfista milanese e presidente della Scuderia Ambrosiana. Il suo racconto, supportato da numerose foto e audiovisivi e condito dai tanti episodi avventurosi e temerari, attraversando paesi fantastici e sconosciuti, con panorami mozzafiato, lungo un itinerario di 14 mila Km circa che si sviluppava su strade prevalentemente sterrate che hanno messo a dura prova uomini e mezzi.

Inizia cosi il racconto di Giancarlo Puddu.

"Erano 109 equipaggi di cui sette italiani, 5 su Alfa Romeo Giulia. Dalla grande muraglia la sfida rivive, attraverso 12 paesi fino a Parigi. Le strade non sono più quelle del 1907 ma resta comunque il rally più impegnativo del mondo per vetture d’epoca, nato dalla intuizione di un Philip Young, famoso rally driver britannico, che nel 1997 intuisce l'interesse a far rivivere il mitico rally per auto d'epoca più famoso del mondo".

2016 Pechino Parigi -il viaggio-

03. Il lungo itinerario da Pechino a Parigi un percorso di 14 mila Km su strade impervie attraversando la Mongolia, Siberia, Russia Polonia, Slovenia sino a Parigi.

2016 Pechino Parigi -il vincitore della categoria anteguerra-

04. L’auto vincitrice della categoria anteguerra procede spedita verso il traguardo durante una prova di velocità.

Come è nato il vostro interesse per questa gara?

"Dalla lettura del giornale di bordo scritto da Luigi Barzini ospite del Principe Scipione Borghese quando vinsero a bordo di una Itala la prima Pechino Parigi nel 1907. L'Itala guidata da Borghese attraversa regioni e popolazioni in Siberia ed in Russia che non hanno mai visto un'automobile prima di allora. Barzini scrive sotto le condizioni atmosferiche più disparate ed invia i pezzi quando trova una stazione telegrafica. L'arrivo a Parigi è un trionfo. Da quest'avventura Barzini trarrà un racconto fotografico che diventerà famoso in tutto il mondo: -La metà del mondo vista da un automobile. Da Pechino a Parigi in sessanta giorni-".

La vostra Alfa Romeo Giulia Super, rigorosamente preparata per affrontare l'impegnativo percorso di 14 mila Km quasi esclusivamente su terra battuta, vi fa portato felicemente al traguardo.

"Grazie al copilota Lorenzo Castellini, alfista milanese esperto ed appassionato, presidente della Scuderia Ambrosiana, siamo partiti da Pechino il 12 giugno e siamo arrivati a Place Vendôme a Parigi il 17 luglio. La nostra storica Alfa Romeo Giulia Super, lasciata la Cina, ha attraversato la Mongolia, la Siberia, Russia, Bielorussia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Italia, Svizzera, Francia per un totale di 14.000 km. Siamo stati accettati a fare parte delle 109 vetture iscritte, solo perché ci proponevamo alla guida di una Giulia berlina, in quanto l'organizzazione desiderava la presenza di Alfa Romeo".

2016 Pechino Parigi -la Cattedrale dove fu uccisa la famiglia Reale Yekaterinburg-

05. La cattedrale del Sangue siberiana di Yekaterinburg che sorge nel luogo dove fu trucidato dall’Armata Rossa lo Zar Nicola IIdi Russia e la sua famiglia nel 1918.

2016 Pechino Parigi -la corsa continua-

06. Una vettura anteguerra affronta le insidie di uno dei tanti punti critici del tracciato durante una prova speciale.

Come si è svolta la gara la gara?

"La gara si divide in una parte di regolarità con controlli orari, al minuto, rilevati più volte al giorno, ed in prove speciali in cui va rispettata una media minima, che con l’andare dei giorni sono divenute delle prove di velocità nello stile di una Parigi-Dakar! Il 12 giugno lasciamo Pechino verso la grande muraglia dove tra emozioni e festeggiamenti partiamo per la grande avventura. La prima vettura a partire è stata una American La France del 1915, ogni trenta secondi una partenza, un applauso ed una rullata di tamburi. Il giorno seguente ci siamo inoltrati nella Inner Mongolia Cinese verso Ehrenhot, città situata nel deserto del Gobi".

Vi erano anche molte prove speciali da superare?

"La prima in Mongolia e i primi due giorni sono davvero memorabili. Il rally entra nel vivo e le prove speciali su pista sterrata si rivelano più impegnative di quanto avevamo pensato. Quattrocento chilometri senza mai vedere un centimetro di asfalto non sono una sciocchezza e già dopo 4 giorni molti concorrenti escono di classifica per le soste dovute alle riparazioni. Il percorso mostra dei paesaggi di grande bellezza ma ricchi di pietre, sabbia e colline che vanno e vengono. La gara si fa sempre più dura, le piste compaiono e scompaiono e solo il GPS ci permette di non perderci. La guida si fa più difficile, dobbiamo limitare i colpi più duri alla nostra vettura evitando le buche, le sabbie, cercando di passare i guadi senza affondare ne fermarci nei torrenti. Le nuvole mongole, le più belle del mondo, sembrano a portata di mano tanto sono basse, ma la corsa ci impedisce di toccarle e di fermarci per ammirare il paesaggio!"

2016 Pechino Parigi -la mappa della Mongolia-

07. LA Mongolia con il suo paesaggio di rilevante bellezza ma dove il pericolo e l’imprevisto era sempre dietro l’angolo lungo tutti i 400 Km che nel passato hanno mietuto molte vittime.

2016 Pechino Parigi -la Giulia in pista-

08. La Giulia Super in una fase di sorpasso lungo piste sempre più difficili e impervie in cui è stato prezioso l’utilizzo del GPS per orientarsi.

Come vi ha accolto la gente lungo il percorso?

"Lasciamo la Mongolia per entrare in Russia attraversando la Repubblica dell’Altaj, Entriamo in Siberia, campagne sterminate, piccoli villaggi con case di legno dagli infissi colorati. La gente per strada ci guarda e ci sorride! Tutti hanno in mano un telefonino con il quale ci fotografano. Quando ci fermiamo per strada sono tutti molto gentili e di buon umore, sembra di aver fatto un lungo passo indietro e di essere nella nostra Italia degli anni ’50".

Quali altre prove speciali vi hanno creato particolari difficoltà?

"Superiamo e attraversiamo grandi fiumi tutti in piena. La prima prova speciale è su sabbia, alcune vetture devono essere trainate. Arriviamo a Novosibirsk la più grande città della Siberia. Giace sulle rive del fiume. Poi altri 700 e siamo a Tjumen che è ricordata per la Rivoluzione Russa. Allo scoppio della guerra civile russa la città cadde in mano all'Armata Rossa il 5 gennaio 1918. Tjumen divenne anche il rifugio per la salma del padre della rivoluzione russa Vladimir Ilic Uljanov, meglio conosciuto con il soprannome di Lenin, Arriviamo a Yekaterinburg, lungo la strada varie prove speciali su sterrato. Molta competizione. La Cattedrale è circondata da grandi fotografie della famiglia Imperiale. Assistiamo ad una messa permeati dall’incenso e dalle bellissime icone. Lasciata Yekaterinburg ci dirigiamo verso Perm denominata Molotov dal 1940 al 1957. E’ la città dove Boris Pasternak è vissuto e ha scritto "Il Dottor Zhivago".

2016 Pechino Parigi -la LaFrance alla partenza-

09. La partenza da Pechino il 12 giugno 2016 con la prima vettura una American La France del 1915.

2016 Pechino Parigi -la prima notte in tenda - Castellini-

10. Il copilota Lorenzo Castellini, alfista milanese e presidente della Scuderia Ambrosiana. Guarda perplesso Giancarlo Puddu che monta la tenda. La prima notte in tenda un pernottamento quasi obbligato lungo tutto il percorso.

Quindi il rientro in Europa

"Lasciamo l’Asia ed entriamo in Europa passando gli Urali. Sulla strada ci fermiamo a Chusovoy dove nello stadio locale siamo calorosamente accolti da una moltitudine di locali desiderosi di stringerci la mano e di fare un "selfie" in nostra compagnia. Il giorno seguente abbiamo una prova speciale nel circuito, uno dei più famosi della Russia. Poi a Kazan terza giornata di riposo e tutti come sempre alla ricerca di una officina meccanica dove mettere la macchina sul ponte e stringere i bulloni! Kazan è un importante centro commerciale, industriale e culturale, da Kazan andiamo a Nizhny Novogorod e il giorno seguente a Zavidovo, 120 km al nord est di Mosca. Abbiamo una prima prova speciale nel circuito di Formula Uno e poi altre due sullo sterrato in una vecchia base militare di Nami. Zavidovo dal 1966 è divenuta sede di caccia e di svago per i capi di stato. La frontiera Russia Bielorussia non esiste. Il paesaggio è splendido, villaggi e campagne con sterminati campi di granturcoUltima tappa in Bielorussia la città di Brest al confine con la Polonia, sede di un monumento ai caduti veramente impressionante. Lasciata Brest entriamo in Polonia per pernottare a Rzeszow. Facciamo una passeggiata e appena entriamo nella Cattedrale, ecco Papa Wojityla che ci sorride da un bellissimo dipinto Dall’Ungheria andiamo in Slovenia, a Maribor e poi a Lubiana, paesaggi bellissimi e gente molto carina".

2016 Pechino Parigi -Mattia Nocera e Giacomo Foglia-

11. Uno degli equipaggi.

2016 Pechino Parigi -la Giulia usce dal guado-

12. La solida Giulia Super di Puddu e Castellini supera indenne un difficile passaggio.

Finalmente entriamo in Italia con un tempo spaventoso

"Non ci fermiamo e andiamo a fare una prova speciale in montagna a 2500 metri, molto avventurosa su sterrato con poca visibilità. Arriviamo a San Martino di Castrozza dove pernottiamo. Il giorno seguente entriamo in Svizzera; a Verbier facciamo una speciale su di uno sterrato molto impegnativo (Croix de Coeur) di circa 1700 metri di dislivello per una distanza di 22 chilometri. Si dorme a San Moritz, poi Losanna e arriviamo in Francia. La notte prima dell’arrivo a Parigi siamo a Reims dove siamo accolti come i protagonisti di una grande avventura.

Da Reims a Parigi percorriamo strade e stradine nello Champagne. E finalmente entriamo a Parigi preceduti da Polizia e da un gruppo di belle ragazze sui pattini. Arriviamo con difficoltà dovuta al traffico e al grande pubblico a Place Vendôme dove ci aspettano le nostre famiglie. Passiamo sul podio, ci stringiamo la mano e l’avventura è finita. La sera ci sono le premiazioni: la nostra Giulia è 19esima in classifica e Medaglia d’oro, avendo sempre rispettato i tempi sia dei controlli orari che delle prove speciali. Evviva la Giulia, grazie Giulia!

Termina così il racconto entusiasta di Giancarlo Puddu che ha fatto rivivere a tutti noi del Circolo Romano La Manovella - Roberto Bonazzi le emozioni della sua spettacolare avventura".

2016 Pechino Parigi -la Bentley in corsa-

13. Una Bentley in corsa.

2016 Pechino Parigi -manutenzione alla Bentley

14. Manutenzione alla Bentley.

Con questo importante evento che si è svolto al CRLM - RB si è concluso -da statuto- il mandato dell’attuale Consiglio direttivo.

Grazie all’impegno del presidente Roberto Isidori, che ha sempre privilegiato gli incontri culturali, nel solco di una tradizione risalente al Fondatore Bonazzi, si sono svolte ogni mese al Circolo una serie di conferenze dedicate all’automobilismo storico e tra le altre iniziative la più importanti è da citare la certificazione e omologazione, avvenuta al Quirinale, delle storiche Lancia Flaminia presidenziali, avvenuta è bene sottolineare -per iniziativa del nostro Circolo alla Presidenza della Repubblica-.

Al di fuori delle formalità e degli incarichi, retaggio della burocrazia associativa imposta dalle istituzioni, l’impegno di tutti, a partire da Roberto Isidori, al fine giurista Giovanni Gabrielli ad Alfredo Liberati (Consigliere ASI che per questo suo impegno non ha ritenuto di poter accettare incarichi operativi) e di tanti altri soci che sarebbe lungo citare, sarà continuo e costante nel futuro per mantenere l’automobilismo storico nel solco delle origini talvolta neglette e offuscate da fenomeni speculativi che ne rovinano la nobile immagine.

Gennaro Forgione

2016 Pechino Parigi -la Giulia prima della cura-

15. La Giulia prima della cura.

2016 Pechino Parigi -la LaFrance del 1915-

16. Manutenzione alla LaFrance del 1915.